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E' sera.
Marco rientra in casa tenendo per mano Paolo, il figlioletto di sette anni; ha da poco avuto un colloquio con la sua maestra.
In cucina lo aspetta la moglie Anna: "Allora? Com'è andata? " " Bene!" "Beh?! Cosa vuol dire bene? Dimmi qualcosa di più! ...La maestra ti è sembrata contenta? Paolo l'ha fatta disperare nuovamente? E' sempre distratto in classe? Litiga ancora con il figlio dei Ferrero? Su! Forza! Non farti sempre strappare le parole di bocca con la pinza!" "No! Si... è contenta! Dice... dice che è migliorato! ...Molto migliorato!" "Guarda Marco: parlare con te è deprimente! Mi sa che se chiedo le cose direttamente a Paolo faccio prima! Eh Paolino? Cosa ti detto di bello la maestra?" "Io non ci ho neanche parlato con la signorina maestra!" "E perché?" "Ma no, vedi, abbiamo preferito non parlare in sua presenza... per non condizionarlo! Così è' rimasto fuori dall'ufficio." "Ma allora ha combinato qualcosa di grave?!" "Assolutamente no! Stai tranquilla! Ti ripeto: la maestra è molto contenta di lui." "E' così Paolino? Ti è sembrata contenta la maestra?" "Anna, te l'ho detto! Lui, la maestra, non l'ha neanche vista!" Sbuffo di Marco.
"E invece io l'ho vista!" Il viso di Marco improvvisamente si contrae: "Co-come sarebbe a dire che l'hai vista?!" Paolino sorride maliziosamente: "Ho guardato dal buco della porta!" Freddo improvviso.
Ceffone del padre.
Pianto del figlio.
"QUANTE VOLTE TI HO DETTO CHE E' MALEDUCAZIONE SPIARE DAL BUCO DELLA SERRATURA!" Anna interviene ed abbraccia Paolo: "Marco! Ma che reazione è questa?! Non ti azzardare più ad alzare le mani sulla creatura! Hai forse qualcosa da nascondere?" "Ma no cara! Assolutamente! E' che lui ha questo brutto vizio di spiare che, lo sai, mi manda in bestia!" Marco è visibilmente teso.
Silenzio ed Imbarazzo.
Anna, improvvisamente dubbiosa, si rivolge al figlio: "Paolino?... che cosa hai visto dal buco della serratura?" Paolino si asciuga le lacrime: "Ho visto la maestra inginocchiata davanti a papà!" Gelo.
" TU! PORCO! BRUTTO MAIALE SCHIFOSO!... DI FRONTE AL BAMBINO!... CON LA SUA MAESTRA!" "Ma Anna! Non crederai a quello che dice questo stronzetto vero?! Lo sai che non può fare a meno di inventarsi delle palle! Ti ricordi l'amico immaginario ed il cavallo invisibile?! Magari ha visto la maestra mentre si chinava a raccogliere qualcosa e chissà cosa si è immaginato! AH! MA IO ADESSO LO GONFIO COME UN PALLONE!" Secondo ceffone.
Urla dello stronzetto.
Anna avvolge il figlio col suo corpo per difenderlo: "NON TI AZZARDARE PIU' A TOCCARLO!" Quindi si rivolge a Paolo premurosa: "Amore?! Di bene alla mamma cosa hai visto." "IO NON - singhiozzo - LO SO! - singhiozzo - IO NON MI - singhiozzo - RICORDO PIU'! " Pianto disperato.
Anna, sorridente, gli pettina amorevolmente i capelli e si rivolge a lui con voce calda, suadente ed un po' cantilenante: "Paolino?! Cerca di ricordartelo... perché se no io ti gonfio come una mongolfiera!" Paolo prende faticosamente fiato tra i singhiozzi: "IOHOVISTOLAMAESTRAINGINOCCHIATADIFRONTEA - respirone - PAPA'CHEMUOVEVALATESTASUEGIU'E - respirone - FACEVAQUELLACOSA..." Anna si volta esultante verso Marco: sul viso un ghigno feroce, gli occhi fiammeggianti ridotti a due fessure.
"...UGUALEACOMEHAIFATTOTUL'ALTRASERA - respirone - CONLOZIOLUCA... ECCO!" Meno 273 gradi centigradi.
Anna passa il ghigno feroce e gli occhi fiammeggianti a Marco e rimane inebetita e con la bocca spalancata.
"TU! MAIALA! ZOCCOLA SCHIFOSA! MI DAI DEL PORCO SOLO PERCHE' MI FACCIO FARE UN POMPINO DA QUELLA GRAN FIGA DELLA SUA MAESTRA (CHE POI E' COSI' BONA CHE SFIDO QUALSIASI TRIBUNALE DEL MONDO A CONDANNARMI DOPO AVERLA VISTA!) E TU INVECE COSA FAI? ...LA STESSA COSA! ... MA DI FRONTE ALLA CREATURA! ...IN CASA MIA! ...CON MIO FRATELLO! ...PUTTANA!" "Ma Marco! Non crederai a quello che dice questo stronzetto vero?! Non ricordi? ...L'amico! ... Il cavallo! ...E poi scusa: l'altra sera, quando sei andato ad accompagnare il nonno a casa, io e tuo fratello, è vero, siamo rimasti soli, ma Paolo era già a dormire da un pezzo! Quindi è evidente che deve essersi sognato tutto! AH! MA IO ADESSO LO GONFIO COME UN DIRIGIBILE!" La creatura alza le braccia per difendersi dallo schiaffo imminente e, ritrovando il sorriso, sussurra: "Io mi sono alzato per fare la pipì! ...Ho guardato dal buco della serratura!" --- Sono passati dodici anni da quella sera. A causa del violento litigio che seguì, i genitori di Paolo si separarono. In seguito divorziarono e dissiparono ogni loro avere in avvocati per cercare di ottenere la tutela del figlio. Paolo alla fine crebbe con la madre, ma ebbe un'infanzia triste e traumatica.
Il suo approccio con il sesso, in particolare, fu reso difficile da gravi complessi e turbe psichiche.
Paolo ora ha diciannove anni. Non ha mai avuto un rapporto sessuale completo con una ragazza ma è un vero e proprio esperto in fellatio. E' l'unica forma di esperienza sessuale che ha sperimentato e che concepisce. Giudica e sceglie le ragazze da corteggiare in base a particolari quali la bocca o la forma delle labbra. E', in una parola, malato.
Infatti, subito dopo aver ottenuto quello che vuole dalla ragazza di turno, perde ogni interesse per lei; diventa improvvisamente scontroso ed irritabile; alla fine desidera il litigio.
Cerca, in pratica, di rivivere eternamente l'episodio che lo ha scioccato da piccolo, sperando ogni volta in un epilogo positivo. Purtroppo finora ha sperimentato solo fallimenti.
Da un paio di settimane però, frequenta Sonia, una bella e romantica ragazza di diciotto anni. Tra loro finora non ci sono stati che lunghi discorsi e qualche casto bacio, regalato davanti al portone del condominio dove Sonia abita e dove Paolo la riaccompagna (entro mezzanotte!) tutte le sere che riescono a vedersi.
Paolo spera in lei: ha la sensazione che sia la persona giusta, quella che finalmente riuscirà a risolvere il suo problema.
Anche questa sera sono lì, davanti al solito portone, e si stanno salutando.
Paolo le si avvicina con fare da bullo (in realtà è un po' nervoso per ciò che sta per chiederle), la fissa negli occhi e, con il braccio teso e la mano aperta, si appoggia al muro che sta alle spalle di lei, sfiorandole i bei capelli biondi ed incombendole addosso dolcemente minaccioso: "Allora mi vuoi un po' di bene?" "Un po'?! Ma se lo sai che ti adoro!" "Sonia, a questo proposito io volevo chiederti una cosa, ma..." "Dimmi!" "No, niente! Lascia stare. Era un'idea che..." "Dai! Dimmi!" "No guarda, ci ho ripensato. Forse non è il momento e..." "Ma che cosa?!" "No! No! Potresti non capire..." "Ma se non mi dici cosa, come faccio a capire?!" "Ma niente! Volevo farti una richiesta che... però potrebbe apparirti...
Cioè, prima dovrei spiegarti alcune cose della mia vita che... Lasciamo stare!" "Paolo! guarda che se adesso non me lo dici mi arrabbio!" "Va bene! Però mi prometti che non mi giudicherai male." "Promesso!" "OK! Allora... io... volevo chiederti un... bacio..." "Tutto sto casino per un bacio! Ma te ne do quanti ne vuoi!" "No! Non hai capito, non intendevo sulla bocca..." "Scusa?! Dove? Sul collo? Sul..." "Insomma... volevo che mi - ehm - baciassi sul... insomma LA! ...SONIA! VORREI CHE MI FACESSI UN POMPINO!" "Paolo, ti prego! Dimmi che non ho sentito bene!" "ECCO! LO SAPEVO! LO SAPEVO CHE NON AVRESTI CAPITO!" "NO! NO! INVECE HO CAPITO BENISSIMO! MA COME HAI POTUTO PENSARE CHE...
INSOMMA, MI STUPISCO DI TE! FARMI UNA RICHIESTA DEL GENERE COSI'... COSI' VOLGARE! E POI QUI! SOTTO IL PORTONE DI CASA MIA! SULLA STRADA! PAOLO! MA PER CHI M'HAI PRESA?!" "Sonia, lasciami spiegare..." "AVANTI! SENTIAMO!" "Quando ero piccolo ho subito un trauma... " (Paolo racconta a Sonia la storia della sua infanzia) "... E così per me, adesso, il pompino è una specie di prova d'amore! L'unica prova d'amore! Sonia! Io ho bisogno di sapere se tu mi ami davvero.
Mi rendo conto di essere stato un po' rude, però.. Ti prego! Ti scongiuro! Per me è importantissimo! Fammi questo pompino!" "Paolo, onestamente non ti capisco. Io non escludo che noi, col tempo, arriveremo a fare l'amore. Magari anche presto! Però al momento giusto, con l'atmosfera giusta e soprattutto con un po' di romanticismo! E poi scusa, non vorrai veramente che ti faccia quella cosa qui?! Sul portone di casa mia?!" "Se è per quello, potremmo andare giù, sulle scale della cantina!" "Ma non ci penso neanche! Se ci scoprisse qualcuno, sai che bella figura!" "Ma chi vuoi che vada in cantina a quest'ora! E dai! Su!" "Comunque non è questo il punto! Inoltre... io... non l'ho mai fatto!" "Benissimo! Sono felicissimo di questo! Sonia! Ma non capisci? Non te lo chiedo per avere piacere fisico, ma per avere la prova del tuo amore! Non importa se non sei esperta!" "Comunque non se ne parla! Anzi, se insisti ancora..." "Che cosa fai? Mi molli? Faresti questo?" "Non ho detto questo! Però a questo punto forse è meglio non vedersi per qualche giorno. Ho bisogno di pensare." "Sonia ti avverto! Se tu..." In quel momento il portone si apre. I due ragazzi, imbarazzatissimi, rimangono ammutoliti perché compare, in pigiama, Anna, la sorellina undicenne di Sonia.
Questa si rivolge a sua sorella con aria di rimprovero: "Ha detto papà di fargli subito e senza discutere un bel pompino! Ha detto papà che se tu sei così cocciuta da non volerglielo fare, allora di farglielo io! Ha detto papà che se per caso io non vado bene perché sono troppo piccola, di dirglielo, che manda giù la mamma. Oppure, se non ha pregiudizi, viene lui personalmente a farlo, con molto piacere! TUTTO purché questo COGLIONE la smetta di appoggiarsi al citofono, perché sono venti minuti che sta suonando!"

 

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